PUNTO RIAPRE. OFFICINA DEL GUSTO CHIUDE. PER SEMPRE.

Riapertura. Nuove idee, stimoli, propensioni. Dinamismo da lanciare come un sasso in faccia al conformismo, alle belle parole a cui non seguono i fatti, ai bei fatti realizzati esclusivamente quando vengono documentati da media adulanti. A quelli che nascono incendiari, poi muoiono pompieri, noi ribadiamo la nostra orgogliosa piromania. Siamo tornati, sì, più cazzuti, riottosi e decisi che mai. Senza scorciatoie, né sovrastrutture. Solo Punto, senza più Officina del Gusto, sigla che abbiamo fatto sparire prima dal nostro Pensiero poi anche dalle nostre insegne. Perché, ci chiederete? Perché ce ne freghiamo di qualsiasi altra cosa che non sia il nostro Lavoro quotidiano, di ogni altra definizione che non sia ciò che siamo e vogliamo essere: Punto. E basta.

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CI HANNO DATO UN CAPPELLO E NOI CE LO TOGLIAMO. PER RINGRAZIARVI.

Appena uscita la Guida ai Ristoranti d'Italia 2017 de L’Espresso, una delle più prestigiose d’Italia. Già semplicemente confermare la nostra presenza per il terzo anno consecutivo rimane obiettivo ambito ed importante. Da questa edizione, poi, è cambiato il sistema di votazione, prima in ventesimi (da sopra 14 si entrava in guida, da appena sotto si guadagnava una menzione), adesso in Cappelli (da 1 a 5 Cappelli si ha una recensione ad hoc), stile stelle Michelin. Punto ne ha conquistato 1, in buonissima compagnia, a Lucca, con gli Amici del Ristorante “Il Giglio” (1 cappello) e con L’Imbuto (2 Cappelli), dell’istrionico viareggino ormai trapiantato nella nostra città Cristiano Tomei.
Personalmente abbiamo più volte rimarcato il valore simbolico di questi riconoscimenti che fanno assolutamente piacere soprattutto perché è di per sé una bella soddisfazione quella di pensare che giornalisti del settore dedichino qualche minuto del loro tempo a valutare ciò che siamo e facciamo. Allo stesso tempo, però, la nostra indole non permette di perderci in autocelebrazioni, convinti da sempre che “andare oltre” sia l’unica forma mentis da rispettare e perseguire senza sosta, tregua e sonno.
Certo è che l’idea del Cappello ci piace e ci fa comodo a riscaldare le nostre teste, in molti dei casi inesorabilmente spelacchiate, in previsione dell’inverno ormai alle porte. E, in ogni caso, avere un cappello ci concede l’opportunità di inchinarci per ringraziare ed omaggiare molti di coloro che, in questi intensi due anni e mezzo di attività, ci hanno aiutato e sostenuto, ma anche spronato e provocato.
Giù il Cappello, quindi, davanti a Voi nostri clienti che siete diventati nostri Amici.
Giù il Cappello davanti a Lido, che ci ha creduto e ci continua a credere. Immortalando.
Giù il Cappello davanti alle nostre Donne e alle nostre Famiglie che condividono loro malgrado orari e pensieri folli.
Giù il Cappello davanti ad Anna e al suo Cook_ink, per la fiducia, la compagnia ed il desiderio continuo di vederci crescere.
Giù il Cappello davanti a Stefano, Gabriele, Fabio, Kevin, Ilaria e Carla, sempre pronti a scattare nel momento del bisogno.
Giù il Cappello davanti a Sara, per rendere più internazionali i nostri menù.
Giù il Cappello davanti ad Elena, per rendere più sani i nostri menù.
Giù il Cappello davanti ad Alessandra, per averci consegnato il Puntino.
Giù il Cappello davanti a Mauro, che ci abbevera di sapienza accompagnandoci nella nuova avventura del Puntino.
Giù il Cappello davanti a Lorenzo, Aldo e Paolo e a tutti i loro colleghi giornalisti e blogger che con le loro visite ci istigano a migliorare costantemente.
Giù il Cappello davanti a tutti gli Amici veri, che ci hanno accompagnato e ci accompagneranno, invitato e inviteranno, nelle strambe serate di Punto d’Incontro.
Giù il Cappello davanti ai nostri Fornitori, preziosi custodi di materie prime che rappresentano la nostra unica fonte di ispirazione e sussistenza.
Giù il Cappello, infine, davanti a Voi, meschini maestri delle ciance e dell’invidia. Per guardarvi dritti negli occhi, ammesso che un giorno riusciate a scovare quel briciolo di coraggio necessario ad affrontarci di persona anziché belare alle nostre spalle. Allora, solo allora, la nostra Brutalità sarà un po’ meno Elegante.
Figli di Punto

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FEDERICO, UN PUNTO IN MUSICA

La musica come faro, il Punto come mare dove navigare. Questa la rotta di Federico Piegaja, da un anno, insieme a Tommaso e a Ruggero, parte integrante dell’equipaggio di sala del Punto. A lui, il giovane della compagnia con i suoi 26 anni, abbiamo voluto fare qualche qualche domanda.
Allora, Federico, raccontaci brevemente come ci si sente ad essere Figlio di Punto…
F: “Sono molto orgoglioso di esserlo. In questo anno mi sono perfettamente identificato con il Progetto e con i suoi protagonisti. Il tutto è davvero molto gratificante”.
Tu provieni dal settore, prima con la Laurea in Scienze del Turismo conseguita al Campus di Lucca, poi con varie esperienze di servizio, tra bar, pasticcerie e ristoranti. In cosa si distingue questa al Punto?
“L’Università mi ha introdotto allo studio delle lingue straniere e ai sistemi di accoglienza. I primi contatti con il mondo del lavoro hanno contribuito a mettere in pratica la teoria. Certo, al Punto ho immediatamente percepito un metodo di rottura con il lavoro classico di servizio. Qui c’è un’empatia, un calore, un entusiasmo che reputo unici”.
Cosa ti ha colpito principalmente?
“Il dinamismo, quella voglia di crescere e di migliorarsi permanentemente, in primis. Basti pensare al fatto che cambiamo menù ogni mese, un grande e stimolante impegno prima per la cucina, poi per il servizio di sala. Non abbiamo proprio tempo di annoiarci!”.
Tu nasci dj. Come si abbina questa tua passione con il lavoro al Punto?
“Apparentemente sembrano due mondi diversi, ma non è così. In fondo i dj non fanno altro che creare musica per accompagnare l’atmosfera di una determinata serata. Proprio ciò che fa un piatto, un cocktail o un vino”.
Sappiamo che sei in uscita con il tuo primo disco, ‘The Left Corner’, scritto quasi per intero durante il primo anno di lavoro al Punto. Quanto c’è dell'attuale esperienza profesionale nella tua musica?

“Molto, un processo quasi simbiotico. La mia musica rappresenta quello che sono nel momento stesso in cui la penso e la scrivo. Dal Punto ho compreso in pieno quanto l’Identità di un progetto, qualsiasi esso sia, debba essere determinante. In ‘The Left Corner (che uscirà a fine novembre n.d.r.), ritrovo in pieno quello slancio dinamico e coerente, impegnato e appassionato, che caratterizza il nostro lavoro al ristorante”.
Uno slancio che si è rinnovato con la recente apertura del Puntino…
“Certamente. Posso dire di avere vissuto fin dal principio la crescita di questo nuovo progetto. L’anno scorso con i miei compagni di avventura sono andato a San Sebastian e credo che proprio lì, nel cuore dei paesi baschi, sia nata concretamente l’Idea che poi si è concretizzata nel Puntino. Un locale diverso, un metodo di convivialità diretta e senza filtri, una grande esperienza di Brutalità Elegante. Di cui spero, a breve, di essere protagonista diretto”.
Ci vediamo dietro il bancone, allora…
“Potete scommetterci. A prestissimo…”.

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RUGGERO: IL PUNTO SUL PUNTINO

Terza settimana di Puntino. Con una novità. Al venerdì, sabato e domenica di apertura, si aggiunge il lunedì. Ne abbiamo parlato con Ruggero Baronti, vera e propria alma mater del nuovo progetto recentemente inaugurato.
Cosa ci dici di questa nuova avventura?
R: Sicuramente è un’esperienza molto stimolante e curiosa, vista la propsota sicuramente differente e nuova che stiamo offrendo.
Diciamo che per te non si tratta di un esordio assoluto quello tra le tapas…
R: Vero. Ho avuto già un’esperienza qualche anno fa e come cuoco, in un locale di Madrid. Ma al Puntino è tutto diverso. Se in Spagna il mangiare piccoli assaggi intorno al bancone fa parte della tradizione, qui da noi in Italia, almeno che non si tratti della famigerata apericena, è una novità.
E come hanno risposto le persone che in gran numero sono passate a provare il nuovo locale in questi primi fine settimana?
R: Con un normale smarrimento iniziale che si è trasformato immediatamente in una grande risposta in termini di interesse. Per quel poco che posso vedere, visto che il lavoro è molto intenso e concentrato in poco tempo (il Puntino apre con orario 18.30/22.00 n.d.r.), credo che i nostri ospiti si stiano davvero divertendo.
Parlavi di novità assoluta. Raccontaci qualcosa di più.
R: Diciamo che di tapas, in senso tradizione e spagnolo del termine, nei nostri piatti c’è ben poco. E’ invece molto simile l’approccio al convivio, con un locale che si snoda intorno ad un bancone da dove vengono presentate e servite, da un cuoco e da un barman, cibo e bevande.
Di che tipo di piatti stiamo parlando?
R: Il cibo rispetta in pieno quell’Identità che è da sempre la bandiera del nostro Punto, con la cura e selezione della materia prima a fare da padrone. I piatti cambiano secondo le preparazioni che, quotidianamente, Damiano e la cucina del ristorante ci consegnano. Sono sempre almeno 6/7, accompagnati da altri 2/3 snack. Un bel lavoro, non c’è che dire!
E per il bere?
R: Anche per i vini, quasi tutti naturali, ben rappresentativi di un territorio, di buona bevibilità, la filosofia è la medesima del Punto (Ruggero, insieme a Iacopo e a Lido Vannucchi firma la carta dei vini del ristorante n.d.r.). Per quanto riguarda la birra, invece, è in pieno stile caña, la bionda alla spina tradizionale servita nei tapas bar iberici: fresca e beverina, non molto gassata e dissetante. Poi ci sono i cocktails, una selezione molto personalizzata e studiata grazie alla supervisione di un grande barman come Mauro Picchi, che mi onora spesso della sua presenza durante il servizio. Qualche esempio? Lo spritz, che proponiamo sostituendo l’Aperol con la China Massagli o con un concentrato di Zafferano da noi realizzato. Poi la Giostra d’Alcol, la polibibita futurista inventata negli anni ‘30 dal pittore Enrico Prampolini, un aperitivo dalla complessità e dall’eleganza davvero sorprendente, adattissimo ad accompagnare i nostri piatti. Presto ci saranno anche altre soprese fatte in casa, nel puro stile Punto.
Il Puntino si presenta anche come spazio polivalente e dinamico, vero?
R: Verissimo. Lo spazio che abbiamo realizzato con la supervisione della interior designer Alessandra Magni è pensato proprio per essere dinamico e adattabile a varie esigenze: sala privata, corsi di cucina, di degustazione vino, di preparazione cocktails, luogo di presentazione libri o quadri ecc. Sicuramente non mancheranno poi gli eventi con ospiti ad hoc. A breve speriamo di poter ufficializzare il primo. Se al Punto facciamo i Punti d’Incontro, qui realizzeremo i Puntini d’Incontro…
Cosa ci dici dello stile di arredamento del Puntino?
R: Che nella nostra idea doveva essere una prosecuzione del Punto e credo proprio che ci siamo riusciti. Il bancone, assoluto protagonista del locale, è realizzato con grandi materiali come la pietra e rivestito con splendide mattonelle da pavimento anni ’30 del Tessieri (la più rinomata casa di ceramiche della città n.d.r.) che abbiamo scovato in stato di abbandono in un cantiere. Il tocco industrial degli sgabelli, dei tavolini, delle panche e degli scaffali in legno lasciato al grezzo, è assolutamente coerente con lo stile di arredo presente nel ristorante.
Alle aperture del venerdì, sabato e domenica, da questa settimana si aggiungerà, come abbiamo annunciato, anche quella del lunedì.
R: Dopo le prime due settimane di rodaggio ne sentivamo l’esigenza. Molti potrebbero pensare che il lunedì sia una serata strana per spalancare le porte, ma noi sappiamo che non è così. E poi volevamo dare l’opportunità agli amici che fanno il nostro stesso lavoro e che spesso in quel giorno sono liberi, di passare a salutarci. In futuro, l’idea è quella di aprire almeno 5 giorni a settimana, ma ci arriveremo gradualmente, così da organizzarci come si deve.
Non c’è tregua, sosta, sonno. C’è Ruggero. C’è la Brutalità Elegante fatta Punto. E Puntino.

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BENVENUTO PUNTINO: LA BRUTALITA' ELEGANTE IN TAPAS

Una nuova avventura è cominciata, una nuova sfida lanciata, una nuova idea concretizzata. Non siamo di molte parole, preferiamo essere quello che facciamo, per questo non abbiamo sventagliato l’apertura del Puntino, spazio che ha appena preso vita all’interno del nostro ristorante, ai quattro venti. Qualcuno, forse conoscendoci poco, si è pure lamentato per il mancato invito ad un’inaugurazione che, nei fatti, non è avvenuta. Proprio come con il Punto, abbiamo aperto la porta e basta. In molti, comunque, ci sono venuti a salutare, visto che l’Idea era da qualche, troppo tempo nell’aria. Ma cos’è il Puntino? Partiamo col dire che sicuramente non è uno spazio convenzionale. Una via di mezzo tra un bistrot e un locale per aperitivi, aperto dalle 18.30 alle 22, con un grande bancone che ospita un barista e un cuoco, dove si servono vini, birra, cocktails e piatti versione tapas in puro stile Punto. Si fanno aperitivi, certo, ma si mangia anche, e bene. Più informalmente rispetto ad un ristorante, magari seduti su uno sgabello, su di una panca, oppure direttamente in piedi. La qualità della materia prima resta ovviamente la stessa. Quella dei drink, no. Visto che è notevolmente migliore per la supervisione e la presenza fisica nelle prime serate di Mauro Picchi, barman conosciuto in tutta Italia. Adesso non vi resta altro che venire a vedere. Noi la nostra carta l’abbiamo giocata. La Brutalità Elegante non lascia, raddoppia. E siamo solo all'inizio. PUNTO

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