Terza settimana di Puntino. Con una novità. Al venerdì, sabato e domenica di apertura, si aggiunge il lunedì. Ne abbiamo parlato con Ruggero Baronti, vera e propria alma mater del nuovo progetto recentemente inaugurato.
Cosa ci dici di questa nuova avventura?
R: Sicuramente è un’esperienza molto stimolante e curiosa, vista la propsota sicuramente differente e nuova che stiamo offrendo.
Diciamo che per te non si tratta di un esordio assoluto quello tra le tapas…
R: Vero. Ho avuto già un’esperienza qualche anno fa e come cuoco, in un locale di Madrid. Ma al Puntino è tutto diverso. Se in Spagna il mangiare piccoli assaggi intorno al bancone fa parte della tradizione, qui da noi in Italia, almeno che non si tratti della famigerata apericena, è una novità.
E come hanno risposto le persone che in gran numero sono passate a provare il nuovo locale in questi primi fine settimana?
R: Con un normale smarrimento iniziale che si è trasformato immediatamente in una grande risposta in termini di interesse. Per quel poco che posso vedere, visto che il lavoro è molto intenso e concentrato in poco tempo (il Puntino apre con orario 18.30/22.00 n.d.r.), credo che i nostri ospiti si stiano davvero divertendo.
Parlavi di novità assoluta. Raccontaci qualcosa di più.
R: Diciamo che di tapas, in senso tradizione e spagnolo del termine, nei nostri piatti c’è ben poco. E’ invece molto simile l’approccio al convivio, con un locale che si snoda intorno ad un bancone da dove vengono presentate e servite, da un cuoco e da un barman, cibo e bevande.
Di che tipo di piatti stiamo parlando?
R: Il cibo rispetta in pieno quell’Identità che è da sempre la bandiera del nostro Punto, con la cura e selezione della materia prima a fare da padrone. I piatti cambiano secondo le preparazioni che, quotidianamente, Damiano e la cucina del ristorante ci consegnano. Sono sempre almeno 6/7, accompagnati da altri 2/3 snack. Un bel lavoro, non c’è che dire!
E per il bere?
R: Anche per i vini, quasi tutti naturali, ben rappresentativi di un territorio, di buona bevibilità, la filosofia è la medesima del Punto (Ruggero, insieme a Iacopo e a Lido Vannucchi firma la carta dei vini del ristorante n.d.r.). Per quanto riguarda la birra, invece, è in pieno stile caña, la bionda alla spina tradizionale servita nei tapas bar iberici: fresca e beverina, non molto gassata e dissetante. Poi ci sono i cocktails, una selezione molto personalizzata e studiata grazie alla supervisione di un grande barman come Mauro Picchi, che mi onora spesso della sua presenza durante il servizio. Qualche esempio? Lo spritz, che proponiamo sostituendo l’Aperol con la China Massagli o con un concentrato di Zafferano da noi realizzato. Poi la Giostra d’Alcol, la polibibita futurista inventata negli anni ‘30 dal pittore Enrico Prampolini, un aperitivo dalla complessità e dall’eleganza davvero sorprendente, adattissimo ad accompagnare i nostri piatti. Presto ci saranno anche altre soprese fatte in casa, nel puro stile Punto.
Il Puntino si presenta anche come spazio polivalente e dinamico, vero?
R: Verissimo. Lo spazio che abbiamo realizzato con la supervisione della interior designer Alessandra Magni è pensato proprio per essere dinamico e adattabile a varie esigenze: sala privata, corsi di cucina, di degustazione vino, di preparazione cocktails, luogo di presentazione libri o quadri ecc. Sicuramente non mancheranno poi gli eventi con ospiti ad hoc. A breve speriamo di poter ufficializzare il primo. Se al Punto facciamo i Punti d’Incontro, qui realizzeremo i Puntini d’Incontro…
Cosa ci dici dello stile di arredamento del Puntino?
R: Che nella nostra idea doveva essere una prosecuzione del Punto e credo proprio che ci siamo riusciti. Il bancone, assoluto protagonista del locale, è realizzato con grandi materiali come la pietra e rivestito con splendide mattonelle da pavimento anni ’30 del Tessieri (la più rinomata casa di ceramiche della città n.d.r.) che abbiamo scovato in stato di abbandono in un cantiere. Il tocco industrial degli sgabelli, dei tavolini, delle panche e degli scaffali in legno lasciato al grezzo, è assolutamente coerente con lo stile di arredo presente nel ristorante.
Alle aperture del venerdì, sabato e domenica, da questa settimana si aggiungerà, come abbiamo annunciato, anche quella del lunedì.
R: Dopo le prime due settimane di rodaggio ne sentivamo l’esigenza. Molti potrebbero pensare che il lunedì sia una serata strana per spalancare le porte, ma noi sappiamo che non è così. E poi volevamo dare l’opportunità agli amici che fanno il nostro stesso lavoro e che spesso in quel giorno sono liberi, di passare a salutarci. In futuro, l’idea è quella di aprire almeno 5 giorni a settimana, ma ci arriveremo gradualmente, così da organizzarci come si deve.
Non c’è tregua, sosta, sonno. C’è Ruggero. C’è la Brutalità Elegante fatta Punto. E Puntino.