DAMIANO DONATI E LA MANGIATOIA BESTIALE CHE DIVENTA TAVOLA

Quando Andrea Salvetti ha accettato la sua proposta di essere il protagonista di una delle serate denominate PUNTO D'INCONTRO, Damiano Donati, cuoco e alma mater del ristorante, ha toccato il cielo con un dito. Il rapporto personale che li lega ormai da qualche tempo va oltre una normale relazione di lavoro e forse anche di semplice amicizia: "con Andrea ho costruito un legame speciale, basato su comuni punti di vista sulla vita e le sue declinazioni. Presentare Tavola Bestiale nel mio ristorante è uno dei tanti progetti diventati realtà che ho sviluppato e che, spero, svilupperò con lui". Il menù della serata, intanto, resta un mistero. "Anche perché non ci sarà. Nel senso che il concetto stesso di Tavola Bestiale non lo contempla, visto che si tratterà di una serie di ingredienti non troppo manipolati che si sposino alla perfezione con l'idea di tramettere quel messaggio di mangiatoia conviviale che è la base del progetto. Ovviamente la qualità della materia prima rappresenterà sempre la base di ogni nostra proposta". Una scelta che sembra rispettare alla perfezione quella filosofia di 'brutalità elegante' del PUNTO. "In piena sintonia. Per noi l'incontro con la performance di Andrea rappresenterà l'ennesimo passo verso la concretizzazione dell'Idea di ristorante, che dall'apertura di PUNTO, lo scorso maggio, portiamo avanti". Una serata che trascenderà il concetto stesso di cibo e vino, rimettendo al centro la tavola. Bestiale.

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PUNTO D'INCONTRO PRESENTA: ANDREA SALVETTI IN TAVOLA BESTIALE

Secondo appuntamento con PUNTO D'INCONTRO, giovedì 27 novembre, che vedrà come protagonista Andrea Salvetti, Scultore, Designer, Pittore ed Amico, alle prese con la sua TAVOLA BESTIALE. Un'esperienza di viaggio nell'essenzialità dei gesti, dei cibi e degli attimi.
Dalle sue parole di presentazione un breve spaccato sul profondo senso, logico ed antropologico della serata.
"Sostenendo che i valori della cucina risiedano prima nella semplicità dei gesti e delle ricette, nella purezza delle idee e delle materie, abbiamo quindi immaginato una tavola per questa serata di convivio con la volontà di percorrere la strada più breve per giungere all' obiettivo del gusto. Per godere meglio di un percorso sensoriale così diretto abbiamo cercato un approccio con poche distrazioni.
Non sarà la pomposità della cerimonia o il bagliore delle luci a descrivere i particolari della scena, né la ricchezza dei decori o la complessa strategia del menù a dettare le regole del gioco.
Riducendo al minimo tutti gli elementi in campo con un atteggiamento barbaro e quasi primitivo, abbiamo cancellato tutti i fronzoli della cultura "chic" della tavola.
Così liberi dagli schemi culturali classici e vicini all'istinto animale che ci spinge per natura al cibo, si potrà vivere questa esperienza che cerca prima di tutto la nuda essenza delle cose".
Anche il menù della serata e la scelta dei vini rispetteranno ovviamente queste direttrici. Che poi sono da sempre le nostre: Brutalità Elegante. Punto.

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