Avete presente quando una cosa vi fa talmente schifo da provocarvi un sorriso? Ecco, questa è la mia reazione ogni volta che leggo le recensioni presenti su TripAdvisor. Attenzione: non si tratta di snobismo. Né, tantomeno, di un invito a venire allo scoperto rivolto a coloro che si ergono ad esperti commentatori mascherati dietro un’identità inventata. E, per carità, per indole e cultura l’ultima cosa che vorrei è mettere il bavaglio a questo gioco al massacro. La viltà, quella di chi colpisce alle spalle, di chi non accetta il confronto ed ancor meno lo scontro di persona, non si cura certamente oscurando una pagina web. Per me, per uno che se potesse ripristinerebbe immediatamente la legittimità del pubblico duello, tutto si conclude con questo. Educare al coraggio, alla libertà che è un concetto privo di significato se non si nutre di responsabilità, alla solidarietà priva di secondi fini, a rispettare la gerarchia, dovrebbe essere la base di ogni tentativo di educazione, in famiglia e a scuola. Ed invece, troppo spesso, ci viene inculcato l’esatto contrario: darcela a gambe di fronte al pericolo, imporci a tutti i costi, tirare il sasso e nascondere la mano, non fare mai niente senza alcun tornaconto tangibile. Di questi atteggiamenti TripAdvisor rappresenta solo un caso tra milioni in cui frustrazione, invidia, scorrettezza, si distaccano senza regola alcuna se non quelle di poter sputare sentenze senza, ovviamente, prendersene alcun onere. E senza onere non ci può essere Onore.
Come Punto figuriamo con orgoglio tra i primi venti firmatari della campagna ideata dalla Confcommercio di Lucca per uscire da TripAdvisor, consapevoli che ogni passo per ripristinare quell’onestà, che non dovrebbe essere un’opzione ma una regola, possa essere importante. Una lodevole iniziativa che con tutta probabilità, sia chiaro, non intaccherà la forza di una multinazionale come quella che gestisce e governa il sito. Ma va fatto, a prescindere dalle possibili reazioni (vedi valanghe di recensioni negative) a cui verremo sottoposti. Perché personalmente dei mezzi uomini, dei vigliacchi e dei miserabili, ne ho le tasche, e non solo, piene.
Iacopo Di Bugno




Ho acquistato un coupon in questo ristorante: io sono utente LEALE e VERO di Tripadvisor... ora come si fa? me lo rimborsate??
Non mi sembra un bel cartello, soprattutto per quelli (e ce ne sono) come me che correttamente scelgono di commentare la propria esperienza in un locale. Essere additata come frustrata mi sembra veramente forte. Per la maleducazione e scorrettezza di alcuni non si può generalizzare, sinceramente mi sento un po' offesa e non tanto ben disposta a cenare da voi.