"In Direzione Ostinata e Contraria". La frase impressa a pennarello sul nostro muro da Riccardo Camanini vale più di tante futili parole al vento. Quello che il cuoco (non chef, cuoco, tiene a precisare) bergamasco trapiantato a Gardone, sulle sponde del Lago di Garda con il suo ristorante Lido 84, ci ha volutamente lasciato in eredità nella cena realizzata con Damiano Donati, è un concetto molto chiaro: basta con le sovrastrutture, con gli inutili sofismi, con l'autoreferenzialità fine a sé stessa di un mondo, quello della gastronomia (e anche del bere, aggiungiamo noi), che troppe volte si chiude a riccio, perdendo di vista la reale essenza del proprio esistere, ovvero far trascorrere ai propri ospiti una serata all'insegna dello star bene. Proprio come quella che si è svolta due giorni fa nelle nostre sale in un'atmosfera di convivialità, trasformatasi in un vortice di odori, sapori e...buoni umori. Non vogliamo star qui a celebrare una cena, i suoi straordinari piatti e i vini che li hanno accompagnati. No, perché l'incontro con Riccardo è stato molto di più. Una vera e propria sintonia di vedute, impressioni e progetti. Il primo dei quali, a breve, si concretizzerà nel suo ristorante dove sbarcheremo intorno alla metà di dicembre (a breve confermeremo la data). Il primo, sì, perché siamo certi che ce ne saranno altri ed anche maggiormente incisivi. Il dado è tratto. L'Idea, anche. Quella accompagnata dall'Azione. Sempre, ovviamente, in Direzione ostinata e Contraria. PUNTO